Ecobonus 2026

Cambiano le regole con la Legge di Bilancio 2026. Ecco le nuove aliquote per prima e seconda casa

Ecobonus 2026 | Cambiano le regole con la Legge di Bilancio 2026. Ecco le nuove aliquote per prima e seconda casa

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La Legge di Bilancio 2026 traccia una linea netta: addio al vecchio 65%. Le detrazioni per l’efficienza energetica si legano ora alla tipologia dell’immobile. Scopri se hai diritto al 50% o al 36% e come non sbagliare la pratica.

Il 2026 segna un punto di svolta per i bonus edilizi in Italia. Con la nuova manovra finanziaria, il sistema delle agevolazioni fiscali è stato rivisto in un’ottica di sostenibilità dei conti pubblici, abbandonando le vecchie aliquote (come il 65%) per introdurre un sistema a "doppio binario".

Se stai pianificando di sostituire la caldaia, cambiare gli infissi o installare un cappotto termico, è fondamentale capire subito in quale casistica rientri per calcolare correttamente il tuo ritorno sull’investimento.

Distinzione tra prima e seconda casa

Fino a ieri, l’Ecobonus premiava la tipologia di intervento (più efficiente era l’impianto, più alta era la detrazione). Dal 2026, il focus si sposta sulla tipologia dell’immobile.

La normativa introduce una forbice netta:

  1. Abitazione principale ("prima casa"): detrazione al 50%
    Se gli interventi di riqualificazione energetica vengono effettuati sull’immobile in cui il proprietario ha la residenza anagrafica e dimora abituale, l’aliquota viene confermata al 50%. Questo permette di recuperare metà della spesa sostenuta in 10 anni.
  2. Altre tipologie ("seconda casa"): detrazione al 36%
    Per le seconde case, gli immobili a disposizione, o comunque diversi dall’abitazione principale, l’aliquota scende drasticamente al 36%. Si tratta di un ritorno alle aliquote strutturali previste dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), senza le maggiorazioni degli anni passati.
Esempio pratico: su una spesa di 10.000 € per nuovi serramenti:
  • Sulla prima casa recuperi 5.000 € (500 €/anno).
  • Sulla seconda casa recuperi 3.600 € (360 €/anno).

Quali interventi rientrano nell’Ecobonus?

Nonostante il taglio delle percentuali, il perimetro dei lavori ammessi resta ampio. L’Ecobonus 2026 continua a incentivare tutti gli interventi che portano ad una riduzione del consumo energetico per il riscaldamento. Non vengono invece più incentivati gli interventi che riguardano le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda a condensazione, alimentati a combustibili fossili.

I principali interventi incentivabili sono:

  • Acquisto e posa in opere delle schermature solari, che rispettano determinati requisiti tecnici.
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione ibride, caldaie alimentate a biomassa o sistemi a Pompa di Calore ad alte efficienza.
  • Sostituzione di serramenti e infissi.
  • Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
  • Interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali (pareti esterne), strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
  • Riqualificazione energetica globale.
  • Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.
  • Interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali.

Attenzione ai massimali e alle scadenze

Anche con le nuove aliquote, restano in vigore i pilastri fondamentali per la validità della detrazione:

  1. I massimali di spesa: ogni intervento ha un tetto massimo di spesa ammissibile. Le spese eccedenti non possono essere portate in detrazione.
  2. Congruità dei prezzi: i costi devono rispettare i prezzari di riferimento (es. DEI o Prezzari Regionali).
  3. Recupero in 10 anni: la detrazione avviene sempre tramite quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

Obbligo Pratica ENEA: nessuno sconto sulla burocrazia

C’è un aspetto che non cambia, anzi, diventa ancora più stringente: l’obbligo di trasmissione della pratica all’ENEA.

Che tu stia detraendo il 50% o il 36%, per ufficializzare il risparmio energetico ottenuto è obbligatorio inviare la comunicazione tecnica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Senza questa comunicazione, o in caso di errori nella sua compilazione (dati catastali errati, spunta sbagliata su "prima casa", dati tecnici degli impianti non conformi), si potrebbe perdere il diritto al bonus.

Perché ora serve più precisione tecnica?

Con la riduzione delle aliquote (specialmente il calo al 36% per le seconde case), il margine di errore si azzera. Non puoi permetterti di vedere annullata una detrazione già ridotta per un cavillo burocratico.

Ingegneria101 Srl supporta privati e aziende in questo nuovo scenario normativo:

  1. Verifica dei requisiti: controlliamo se l’immobile possiede i requisiti per essere considerato "Abitazione Principale" ai fini fiscali, garantendoti l’accesso all’aliquota del 50%.
  2. Analisi costi-benefici: ti aiutiamo a capire se, con il 36%, l’intervento è comunque conveniente o se esistono altre strade.
  3. Gestione Pratica ENEA: i nostri tecnici si occupano dell’invio telematico corretto e completo, rilasciando la ricevuta che blinda la tua detrazione fiscale.

Non rischiare sorprese in dichiarazione dei redditi. Affidati ai nostri esperti per gestire la tua pratica ENEA.
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